mercoledì 2 dicembre 2020

Nomentum Calcio - Mister Enrico Mantovani si racconta


 

di Fausto Zilli

Ciao Enrico, raccontaci un po’ la tua storia calcistica…

Ciao Fausto, la mia storia calcistica inizia all’età di 6 anni al San Basilio Lazio, facevo il portiere. La parte predominante del settore giovanile dopo aver cambiato ruolo ed essere passato per il Montesacro Lazio l’ho praticata sotto casa all’Achillea, la mia famiglia abitava a Talenti, ancora adesso ho rapporti con i miei ex compagni di squadra di quei tempi, per me restano i ricordi più belli.

La parte agonistica inizia con la Primavera del Monopoli, per poi l’anno seguente approdare nel Villalba e vincere il campionato di Promozione( non esisteva l’eccellenza e si saliva in Interregionale) per un ragazzo di 19 anni un’esperienza fantastica. Sono sempre rimasto nei dilettanti ed ho giocato fino ai 33 anni, ho cambiato squadre ma quella che porto nel cuore è L’ALMAS squadra storica della capitale.

Avresti mai detto di intraprendere la carriera da allenatore?

Per me è divertimento e non carriera, si ho sempre avuto questa consapevolezza, a 25 anni mentre giocavo ho conseguito il mio primo patentino da allenatore E qualche stagione ho giocato ed allenato i piccolini. Quali qualità deve avere un allenatore? Per me un allenatore deve essere empatico perché  si riesce a capire lo stato d’animo di ognuno dei ragazzi, si riesce a creare un rapporto biunivoco con ognuno di loro. Un allenatore deve essere come un padre, fermo anche autoritario ma deve saper dispensare affetto. Che qualità deve avere un giocatore per diventare un campione nel calcio?. E’ un’insieme di qualità oltre all’aspetto tecnico e tattico per me è la componente maturità che conta molto, il famoso “cervello”, in più in questo momento purtroppo conta anche se hai un appoggio esterno.

Cosa ti senti di consigliare ad un ragazzino che vuole imparare a giocare a calcio? Gli consiglio di intraprendere questo GIOCO per divertirsi e non per arrivare perché non è detto che uno non si possa divertire fino a 30 anni senza giocare nei professionisti, a me è successo. Di lasciarlo praticare questo sport in autonomia, delle volte sento genitori dire che L’allenatore gli ha tolto l’autostima, Autostima significa autonomia se noi apparecchiamo il tavolo ai nostri figli cresceranno uomini privi di autostima. I genitori devono Vigilare ed intervenire solo se realmente ci sono condizioni di sofferenza, altrimenti un rimprovero di un Insegnante o di un allenatore non ha mai ucciso nessuno.

Sei stato un giocatore che usava diversi “trucchetti del mestiere”, li insegnerai ai tuoi ragazzi?

Si ma solo quelli che non ledono la lealtà sportiva.

Qual è stata la stagione da giocatore che ricordi con più piacere? Ricordo tutte con molto piacere ma quella che mi ha dato più soddisfazioni è la vittoria del campionato con il Villalba!!!

Qual è l’allenatore che preferisci? In questo momento Italiano dello Spezia, si vede l’impronta dell’allenatore nella squadra Tra l’altro un tecnico che viene dal basso e si è conquistato la serie A vincendo sul campo.

Il giocatore che preferisci?  Acerbi credo sia uno dei difensori più forti in Italia in questo momento, Tra l’altro un ragazzo che ha combattuto giovanissimo una battaglia contro il cancro e l’ha vinta.

Un saluto ai “miei” ragazzi del 2008

Grazie Fausto

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