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domenica 2 maggio 2021

ASD Nomentum – la parola a Mister Bacich

di Fausto ZILLI

Abbiamo il piacere di intervistare Mister Jury Bacich.

I tuoi inizi nel mondo del calcio?

L’amore per il calcio l’ho ereditato da mio padre, grazie a lui ho calpestato i campi da calcio fin da piccolissimo. Ho iniziato la scuola calcio a 8 anni al Monterotondo Scalo, per poi approdare a 16 anni al Fiano Romano e rimanerci per 10 stagioni. È proprio qui che mi sono formato maggiormente, trascorrendo delle stagioni indimenticabili e lasciando parte del mio cuore.

Gli inizi da allenatore ?

Dopo l’avventura da calciatore ho avuto bisogno di allontanarmi un po’ dal calcio, per poi ritrovarlo 4 anni fa, quasi per caso, a guidare un gruppo di ragazzi nel Real Monterotondo Scalo, dove trascorro 2 anni meravigliosi e lì, capisco, che quel mondo può ancora regalarmi grandi emozioni.

Attualmente dove stai allenando?

Nomentum Calcio del Presidente Simone Ruggeri,dove ho trovato un ambiente voglioso di fare, tanta qualità e professionalità , dove il ragazzo viene prima di tutto.

Come vivi lo sport quindi il calcio Jury ?

Vivo il calcio in modo intenso, passionale, che va oltre il dare un calcio ad un pallone. Ritengo gli sport di squadra molto educativi per la crescita di un ragazzo. Far parte di un gruppo sentirsi un anello di una catena, poter rapportarsi con diverse persone credo sia un’ ottima palestra per il corso della loro vita.

Il ruolo dell’istruttore per Jury qual’è?

Noi istruttori spetta un compito delicato, quello di mettere tutti nelle condizioni di esprimersi far sentire tutti parte di un puzzle. È molto importante riuscire a creare empatia, saperli ascoltare e saper comunicare, creare un ambiente sereno dove il loro primo diritto è quello di sbagliare.

Sappiamo che hai finito un corso?Si esattamente ho appena terminato il corso allenatore “Licenza C”. È stato un percorso molto duro, riuscire a coordinare tutto non è stato facile, 4 mesi molto intensi, ma ne è valsa davvero la pena. Avere avuto la possibilità di prendere insegnamenti da professori è stato un grande privilegio. Mi hanno lasciato molti spunti sul quale riflettere , capire come diventare l’istruttore che voglio essere.  È stato un momento molto importante per la mia crescita personale, un’ emozione davvero forte e positiva.

 

sabato 10 aprile 2021

ASD Nomentum -Il Direttore Marco Proietti si racconta

 


by Fausto Zilli

Oggi ai nostri microfoni Marco Proietti responsabile della scuola calcio dell’ ASD Nomentum del Patron / Presidente Simone Ruggeri.

Avresti mai detto di intraprendere la carriera da allenatore?

Eh si… fare l’allenatore è la cosa che ho voluto fare da subito… appena ho tolto gli scarpini, anzi mentre ancora gli indossavo, non riuscivo a recuperare da un infortunio alla caviglia, decisi di partecipare al primo corso Allenatore Dilettante, da lì ho sempre voluto cercare di migliorare aggiornandomi e frequentando numerosi corsi ed eventi.

Quali qualità deve avere un allenatore?

In verità qui vorrei precisare un particolare ovvero le qualità di allenatore (agonistica) e quelle di un istruttore (scuola calci, entrambi lavorano sicuramente per migliorare il materiale umano che hanno a disposizione, ma l’istruttore è quello che mi affascina di più. Le qualità maggiori sono: l’empatia, un’ottima comunicazione, essere un valido modello per i propri calciatori o calciatrici, sicurezza nei propri mezzi oltre a tante competenze, tra cui le più importanti quelle tecniche, psicologiche motorie e umane.

Che qualità deve avere un giocatore per diventare un campione nel calcio?

Il talento io lo metto al primo posto, se un ragazzino è talentuoso lo vedi subito e se vicino a lui avrà un ottimo istruttore può fare molta strada. La seconda qualità che tutti richiedono ad oggi che mi trova parzialmente d’accordo è quella fisica, che abbinata al talento ovviamente forma un mix micidiale. La fortuna è un’altra fonte di successo oltre che essere seguito da persone che vogliono il bene del giovane calciatore.

Cosa ti senti di consigliare ad un ragazzino che vuole imparare a giocare a calcio?

Prima di tutto divertirsi cosa fondamentale, seguire gli insegnamenti che vengono dal campo e non pensare a niente solo a divertirsi.

Cosa ti senti di consigliare ai suoi genitori?

Di lasciarli liberi di sbagliare di ascoltare e di non influenzare le loro scelte, soprattutto quando si svolgono i confronti con le altre squadre, siamo invasi ormai da spettatori/allenatori/istruttori/preparatori atletici.

Sei stato un giocatore che usava diversi “trucchetti del mestiere”, li insegnerai ai tuoi ragazzi?

Beh ovvio che si, uno dei trucchi migliori è essere più furbo dell’avversario. Essere sempre leale e avere rispetto di tutto sia delle persone che delle cose. Un trucchetto che non insegnerò mai ai miei ragazzi è quello di simulare l’ho sempre odiato.

Qual è stata la stagione da giocatore che ricordi con più piacere?

Ne ricordo tante, ma credo quelle delle vittorie ottenute con i miei amici di quartiere rimarranno indelebili nel mio cuore, vivo in un quartiere difficile tanto bello, aver portato insieme ai miei compagni e il nostro Mister di sempre Stefano Paladini il San Basilio alla vittoria di 2 campionati consecutivi, è stata una gioia immensa. Tutt’oggi abbiamo ancora un gruppo WhatsApp dove tutti i giorni ci scriviamo e ci prendiamo in giro.

Qual è l’allenatore che preferisci?

Pure qui ce ne sono tanti, la tigna di Mihajlović la caparbietà di Juric le geometrie di De Zerbi. Italiano mi ha impressionato molto anche lui, sono un nostalgico del nuovo che avanza forse perché sono ancora un giovane allenatore e vedo poca fiducia, soprattutto nel dilettantismo, spero tanto di avere una possibilità in futuro.

Il giocatore che preferisci?

Il giocatore che rispetta le regole di vita, Cristiano Ronaldo è un ragazzo che è voluto arrivare ed è riuscito nell’impresa.

Cosa è cambiato nel calcio di una volta?

È cambiato tutto, la velocita, la fisicità, la preparazione sia atletica sia alle partite, il modo di pensare, le regole, tutto, quando dico tutto è cambiato tutto. Però mi sento di dire che il calcio è uno sport molto semplice purtroppo vogliamo complicarlo troppo se lo semplificassimo di più otterremo molto ma molto di più.